GIURIA SAGGI GIORNALISTICI

Fondazione Maria Grazia Cutuli

La Fondazione Maria Grazia Cutuli Onlus è stata costituita nel marzo del 2008 a Catania, città d’origine della giornalista tragicamente scomparsa nel 2001. La Fondazione ha tra i suoi scopi statutari la promozione e il sostegno di progetti nel campo dell’istruzione e della formazione della professione del giornalismo, con l’obiettivo di favorire la lettura della stampa e dei quotidiani on-line, di promuovere la cultura giornalistica tramite lo studio della storia dei giornali e dei loro protagonisti, di stimolare la ricerca e il conseguimento di un’effettiva libertà di stampa e della completezza dell’informazione, di aiutare i giovani che vogliano intraprendere la professione giornalistica, di aiutare le donne che incontrino difficoltà nell’accesso o nello svolgimento di questa professione, di creare le condizioni per una maggiore sicurezza dei giornalisti e degli operatori della comunicazione che svolgano la loro attività in zone di guerra o di guerriglia, in aree instabili politicamente, o sottoposte ad attacchi terroristici, in territori colpiti da gravi calamità naturali”.
In questo spirito, la Fondazione ha promosso e sostenuto con determinazione il progetto di un corso di perfezionamento post universitario per inviati in aree di crisi. Il corso si svolge in collaborazione con i Ministeri della Difesa e degli Affari Esteri, della Croce Rossa Italiana, ed è coordinato dall’Università Alma Mater Studiorum di Bologna.
Ogni anno la Fondazione organizza un premio internazionale di giornalismo e a partire dal 2009 si è impegnata nel campo degli aiuti umanitari per la ricostruzione di aree di crisi con il progetto di una scuola elementare ad Herat in Afghanistan inaugurata il 4 aprile 2011. La scuola funziona a pieno ritmo ospitando tre turni di lezioni giornaliere per un bacino di utenza di circa 600 bambine e bambini.

Maria Grazia Cutuli, catanese di nascita, lavorava per il Corriere della Sera a Milano quando a 39 anni, il 19 novembre 2001, fu uccisa in un agguato in Afghanistan, lungo la strada tra Jalalabad e Kabul.
Il giorno prima il Corriere della Sera aveva pubblicato un suo reportage, uno scoop, su un deposito di gas nervino in una base abbandonata dai terroristi di Al Qaeda, l’ultimo di una lunga serie di coraggiosi articoli che Maria Grazia aveva scritto da una delle zone più turbolente del momento sia per il Corriere della Sera sia per altri giornali per cui aveva lavorato in passato
La professionalità di Maria Grazia Cutuli si era nutrita di esperienze e attività anche lontane dal giornalismo. Dopo la laurea in Filosofia, aveva esordito nella sua Catania, scrivendo di teatro per La Sicilia. Maria Grazia Cutuli aveva lavorato in video, conducendo il telegiornale dell’emittente locale Telecolor. Poi, nel 1987, il salto a Milano, alla Mondadori: prima il periodico Centocose, quindi il settimanale Epoca.
Per Epoca la giornalista scrive reportage dalla Bosnia al Congo, dalla Sierra Leone alla Cambogia. Quando la testata chiude, seguì un corso di peacekeeping alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per poi trascorrere da volontaria un periodo in Ruanda con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Nel 1997 il ritorno alla sua professione: il Corriere della Sera le offre un contratto a termine alla redazione Esteri. Nel 1999 l’assunzione definitiva. Due anni più tardi, la tragica morte insieme all’inviato del quotidiano El Mundo Julio Fuentes, il reporter australiano Harry Burton, l’operatore afghano Azizullah Haidari, entrambi della Reuters, tra le montagne dell’Afghanistan.
Per far luce sul tragico episodio sono stati istituiti due processi, uno in Italia e l’altro in Afghanistan, che ha portato alla pena capitale per tre persone. La prima delle condanne è stata eseguita a Kabul l’8 ottobre 2007: in quella occasione la famiglia di Maria Grazia ha ribadito la propria contrarietà alla pena di morte.